Viaggio in cucina tra ricordi, esperienze, persone, luoghi.

La semplicità nella Cucina Italiana con la ricerca di materie prime di qualità e provenienti da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Mi piace mangiar bene e condividere la gioia del cibo e dello stare assieme, mi piace fotografare, mi piace la natura con i suoi colori e i fiori, e con le sue stagioni.

Mi piace accogliere, ascoltare, raccontare, voler bene …

continua...

Visualizzazione post con etichetta ricette italiane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricette italiane. Mostra tutti i post

martedì 27 giugno 2017

Torta Soffice con le Ciliegie


Che frutti meravigliosi le ciliege!
Succose, dolci, rosse come rubini lucenti e rotonde!
Ricordo quando da bambina, con mia sorella e mio fratello più grandi, aspettavamo che maturassero sul ciliegio, nella collina vicina a casa nostra.
Da piccola dovevo aspettare sotto il ciliegio che i miei fratelli, arrampicati, mi lanciassero qualche ciliegia; non vedevo l’ora di crescere per poter salire anch’io sul ciliegio e servirmi da sola … che soddisfazione quando finalmente riuscii ad arrampicarmi e a sedermi sui rami di quel meraviglioso ed amico ciliegio!
Io e mia sorella cercavamo le coppie di ciliegie più rosse, più belle e ci divertivamo a fare gli orecchini!

La stagione delle ciliegie è per me rivivere quei momenti. 
Ricordo con piacere i complimenti ricevuti dalle insegnanti di mia figlia Laura alle elementari, per questa torta con le ciliegie che portai ad una festa di fine anno scolastico!
Ingredienti  (da Agricoltura Biologica):
  • 200 g di farina di grano tenero tipo “0” (nel mio caso “Girolomoni” – Oltre il Biologico – da Grani  coltivati in Italia)
  • 100 g di fecola di patate
  • 180 g di zucchero  (io uso  quello di canna chiaro)
  • 4 uova
  • 200 di burro fuso
  • 400 g circa di ciliegie “nere”
  • 1bustina di lievito per dolci  “Cremor Tartaro”
  • 2 cucchiai di liquore “Maraschino”
  • 1 presa di  sale
  • Zucchero a velo q.b. 

Iniziate con l’accendere il forno, in modo da portarlo alla temperatura di 160-170°,
ed imburrate ed infarinate uno  stampo per  torte di 28-30 cm di diametro, 
oppure due stampi più piccoli se preferite.

Preparazione:

1. Lavate e snocciolate le ciliegie, facendo attenzione a lasciarle il più possibile intere.



2. Fate sciogliere il burro a “bagno Maria”.

3. Separate i tuorli delle uova dagli albumi,  e mettete i tuorli in una terrina con lo zucchero e gli albumi in un’altra terrina con la presa di sale.
Questa operazione, che sembra semplice, richiede precisione perché non vi deve essere traccia di tuorlo negli albumi, altrimenti non montano.


4. Con lo sbattitore elettrico iniziate a montare a neve gli albumi e continuate  finchè saranno ben sodi; coprite la terrina e mettetela al fresco.


5. Sempre con lo sbattitore elettrico lavorate i tuorli con lo zucchero,  fino ad ottenere un composto soffice e spumoso. 


6. Continuando a mescolare, unite poco alla volta la farina e la fecola setacciate assieme,  il burro fuso, il “Maraschino”  ed il lievito “cremor tartaro”. 
Amalgamate bene tutti gli ingredienti.


7. Prendete gli albumi, precedentemente montati a neve ben soda, ed incorporateli delicatamente al composto, mettendone un po’ per volta e mescolando con cucchiaio dal basso verso l’alto.



8. Versate il composto nello stampo, precedentemente imburrato ed infarinato; 
il composto deve riempire per la metà circa dell’altezza dello stampo.



9. Distribuite in superficie le ciliegie, precedentemente lavate e snocciolate.



10. Cuocete in forno preriscaldato a calore medio (160-170°) per circa 30-40 minuti; per la temperatura ed il tempo di cottura, regolatevi in base al vostro forno, ma non apritelo prima che siano trascorsi 25 minuti.


11. Quando  la torta sarà  dorata, toglietela dal forno e controllate la cottura con uno stecchino, che infilerete al centro della torta e se esce asciutto vuol dire che la torta è cotta altrimenti rimettetela in forno per altri 5-10 minuti. 


Di solito quando le torte sono cotte al punto giusto si staccano 
un po’ dai bordi della teglia.


12. Sfornate la torta ed attendete qualche minuto prima di toglierla dallo stampo.
Fatela raffreddare su una griglia.


Spolverizzate la torta con lo zucchero a velo.


Ed ecco pronta una deliziosa e bella torta!


A presto!  Antonella

Se vi piace questa ricetta unitevi ai lettori del mio blog e condividetela sui vostri Social!


lunedì 13 febbraio 2017

Frittelle con la Ricotta aromatizzate alla Cannella

A Carnevale ogni dolcetto vale!!!
Semplici da fare, buone e sane da mangiare!
Divertitevi con i vostri bambini!
Una tira l’altra!

Ingredienti  (da Agricoltura Biologica):
  • 200 g di farina di grano tenero tipo “0” (nel mio caso “Girolomoni” – Oltre il Biologico – da Grani  coltivati in Italia)
  • 100 g di farina integrale di grano tenero tipo (nel mio caso “Girolomoni” – Oltre il Biologico – da Grani  coltivati in Italia)
  • 100 g di fecola di patate
  • 250 g di zucchero  (io uso  quello di canna chiaro)
  • 350 g di ricotta fresca (nel mio caso di pecora, ma va bene anche di capra o di mucca)
  • 5 uova (solo i tuorli)
  • 150 ml di latte (questa dose è per  una ricotta asciutta e compatta, se invece fosse morbida e cremosa, usate un po’ meno latte)
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci  Cremor Tartaro
  • La scorza di una arancia bio non trattata
  • La scorza di un limone bio non trattato
  • ½ cucchiaino  di  Cannella in polvere
  • 1 presa di  sale
  • Olio di arachidi o di oliva per friggere
  • Zucchero a velo q.b.




Preparazione:

In una terrina setacciate tutte le farine, assieme al lievito.


In un’altra terrina mettete: la ricotta, lo zucchero, il latte, la cannella, la presa di sale e la buccia del limone e dell’arancia (attenzione a non grattugiare anche la parte bianca); 
con una forchetta lavorate bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia.

Separate i tuorli delle uova dagli albumi e metteteli nella terrina con le farine, sempre con l’aiuto di una forchetta sbatteteli ed incorporateli nelle farine.


Unite le due preparazioni assieme ed amalgamate bene tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto abbastanza compatto.


In un pentolino alto ed abbastanza stretto scaldate abbondante olio per friggere (meglio se di arachidi o di oliva),  portatelo alla temperatura giusta per friggere (dai 180° ai 200° circa,  dipende dal tipo di olio);  attenzione alla temperatura che non deve essere né troppo bassa né troppo alta e non deve raggiungere il punto di fumo; per regolarmi io metto nell’olio una “scorzetta” di arancia o limone
e quando inizia a friggere l’olio è pronto.
Preparate una pirofila o un piatto con vari strati di carta da cucina assorbente,
 dove appoggiare le frittelle appena tolte dall’olio.

Con un cucchiaino  prendete un poco d’impasto,  e con l’aiuto di un altro cucchiaino formate delle palline della dimensione di una noce ed immergetele, poche alla volta, nell’olio caldo. 


Poco dopo verranno a galla;  con l’aiuto di una “schiumarola” fatele ruotare su se stesse più volte, finchè avranno raggiunto un bel colore dorato ed uniforme.

A questo punto sono pronte, e con la “schiumarola” toglietele dall’olio, sgocciolatele ed adagiatele nella carta da cucina assorbente.

Continuate con questo procedimento finchè avrete finito l’impasto 
e tutte le frittelle saranno cotte.

Una volta cotte e fatte asciugare bene,
spolverizzatele con lo zucchero a velo.


Irresistibili per grandi e piccini!

A presto!  Antonella

Se vi piace questa ricetta unitevi ai lettori del mio blog e condividetela sui vostri Social!



mercoledì 8 febbraio 2017

Sedani Rigati con Radicchio Tardivo di Treviso, Salmone e Taleggio


In questa ricetta ho messo assieme degli ingredienti con sapori ben definiti ed il risultato è stato sorprendentemente gradevole!


Un po’ di storia di uno dei pregiati “Fiori d’Inverno” Veneti



Il "Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP"
Ha germogli regolari, uniformi e compatti. La costola dorsale bianca risulta piuttosto grossa ed il lembo fogliare è di un colore rosso vinoso intenso, 
con nervature appena accennate.
Il sapore è leggermente amarognolo, la costa è croccante 
e le foglie saporite e carnose.

La raccolta e la lavorazione
Il pregiato “Radicchio Rosso di Treviso Tardivo” è il progenitore delle altre tipologie di radicchio.
La sua lavorazione è articolata e rigorosa:
la raccolta comincia dal mese di novembre; seguono poi tre fasi di lavorazione: 
la prima è la “Preforzatura”, dove le piante raccolte vengono pulite dalle foglie più esterne e dalla terra residua rimasta ancorata alla radice, poi si formano mazzi da 25-30 piante che tradizionalmente venivano sistemati su due solchi e protetti dalle basse temperature; ora vengono riposti in gabbie retinate, in ambienti con temperatura e umidità idonea alla loro corretta conservazione.
La seconda fase di “Forzatura-imbianchimento”: è fondamentale ed insostituibile, poichè consente di esaltare i pregi organolettici, merceologici ed estetici del “Radicchio Rosso di Treviso tardivo IGP”. I mazzi vengono posti in vasche riempite con 10 – 12 cm di acqua corrente, proveniente dalle falde freatiche, dove sostano per 15-20 giorni, qui i cespi di radicchio formano nuove foglie che mettono in evidenza la colorazione rosso intensa, perdono la consistenza fibrosa, diventano croccanti ed assumono un sapore gradevolmente amarognolo.  
Si finisce la lavorazione con la fase di “Finissaggio e Toilettatura”, che consiste nell’asportazione di tutte le foglie esterne più o meno guaste, alla scortecciatura, sagomata e taglio della radice che va accorciata nella misura massima di un terzo della lunghezza del cespo intero di ogni pianta di radicchio. 
Ultimata questa fase si procede al confezionamento del prodotto.

Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:
  • 350  g di "Sedani Rigati" di semola di grano duro italiano - (nel mio caso:  “Girolomoni – oltre il biologico”)
  • 2 cespi di “Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP”
  • 1 porro (la parte chiara più  tenera)
  • 200 g di Salmone affumicato di alta qualità
  • 150-200 g di “Formaggio Taleggio”
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo, q.b.
  • Curcuma q.b.
  • Sale e Pepe nero q.b.


Preparazione:
Mettete a bollire abbondante acqua per cuocere la pasta.
Pulite e lavate bene con acqua fredda corrente il radicchio e tagliatelo finemente. 
In una padella capiente mettete: olio extra vergine d’oliva ed il porro, precedentemente pulito, lavato e tritato.
Fate ammorbidire con fiamma media, unite il radicchio e i due cucchiai di aceto di mele; mescolate con un cucchiaio di legno.


Regolate di sale e pepe, mettete poca curcuma ed aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda, coprite e cuocete per qualche minuto.


Nel frattempo l’acqua avrà raggiunto il bollore:  salatela e buttate la pasta, i nostri “Sedani Rigati”; fateli cuocere al dente per 8 minuti.


In un bicchiere per frullatore ad immersione, mettete il “Taleggio” a pezzettini, due terzi circa del radicchio cotto e 2-3 cucchiai di acqua di cottura della pasta e frullate il tutto riducendo ad una cremina.


Tagliate il salmone affumicato a listarelle, unitelo al radicchio rimasto nella padella e scottatelo velocemente.


Scolate la pasta e mettetela nella padella con il radicchio ed il salmone. 


Unite la cremina di “Taleggio” e radicchio ed amalgamate bene.


Servite questi squisiti “Sedani Rigati” con “Radicchio Tardivo” di Treviso, 
Salmone e “Taleggio” ben caldi!

E …  Buon appetito!  Antonella


Se vi piace questa ricetta unitevi ai lettori del mio blog e condividetela sui vostri Social!