Viaggio in cucina tra ricordi, esperienze, persone, luoghi.

La semplicità nella Cucina Italiana con la ricerca di materie prime di qualità e provenienti da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Mi piace mangiar bene e condividere la gioia del cibo e dello stare assieme, mi piace fotografare, mi piace la natura con i suoi colori e i fiori, e con le sue stagioni.

Mi piace accogliere, ascoltare, raccontare, voler bene …

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mercoledì 4 gennaio 2017

Spaghetti con Scampi alla “Busara”

Un viaggio nella storia e nelle tradizioni
 delle “Tre Venezie”!

Dalla città istriana di Fiume con il suo mare ricco dei pregiati scampi, passando per Trieste, questa ricetta approda nella Serenissima Repubblica di Venezia.

La storia culinaria di Venezia è fatta di ricette semplici ma allo stesso tempo ricche di sapori, racchiusi in una tradizione che si tramanda da secoli. Gli spaghetti alla “Busara”, un primo piatto a base di scampi le cui origini dalmate e istriane si fondono con quelle veneziane, oggi è considerato uno dei piatti peculiari della cucina veneziana.


L’origine del nome “Busara”
Il nome “buzara” o “busara”  ha più interpretazioni; per alcuni significa “bugia” - “inganno”, perché i pescatori veneti cucinavano con pomodori e vino gli scarti degli scampi spacciando il piatto per una prelibata zuppa di crostacei; per altri il nome deriva dal recipiente di coccio usato a bordo dei pescherecci per cucinare, chiamato appunto “busara”.
Le origini istriane
Secondo la testimonianza che ci ha lasciato Antonio Papadopoli, attore comico e gastronomo veneziano vissuto nel XIX secolo tra la Dalmazia ed il Veneto, la “busara” è nata a Fiume, dove da sempre vengono pescati scampi considerati tra i più pregiati. Nel volume Gastronomia Sperimentale, del 1866, Papadopoli scrive: “Un giorno intesi un forestiero che facendo gli elogi della città di Fiume diceva: «Oh benedetto Fiume, le sue donne, i suoi Scampi!». 
Io invece secondo il mio gusto esclamerei: «Benedetto Fiume per il suoi Scampi prima, e per le sue donne dopo»”.
La ricetta degli Škampi  na  buzaru” , molto antica, non prevedeva l’uso del pomodoro ed era preparata soltanto con pangrattato, olio, aglio, vino bianco e una spolverata di prezzemolo tritato.

Così, secondo le testimonianze lasciate da Antonio Papadopoli (Zara 1845 - Verona 1899), ai  tempi della “Serenisima Republica de Venesia”,  i cuochi di Venezia avevano a disposizione i gustosi scampi pescati nel mare
 antistante la città di Fiume.

Qualunque sia la sua origine, ciò che è certo è che questa ricetta è un’esplosione di profumi ed ha un sapore sublime!  
Ed ecco la mia versione degli spaghetti alla “Busara”!


Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:
  • 350  g di Spaghetti di semola di grano duro italiano - (nel mio caso:  Spaghetti  “Girolomoni”)
  • 12/15 scampi freschissimi (per il numero regolatevi in base alla dimensione degli scampi)
  • 250 g circa  di  passata di pomodoro, oppure pomodori pelati o se in stagione pomodori freschi maturi (nel mio caso: Passata di Pomodoro da spremitura del pomodoro fresco “Girolomoni”)
  • 1 foglia di alloro
  • 3 spicchi d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo, q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Sale q.b. 

Preparazione:
  • Mettete a bollire abbondante acqua.
  • Pulite e lavate bene con acqua fredda corrente gli scampi e metteteli a sgocciolare in uno scolapasta.

  • In una capiente padella mettete: olio extra vergine d’oliva, la foglia d’alloro, gli spicchi d’aglio leggermente schiacciati e privati dell’anima e poco peperoncino in scaglie.
  • Aromatizzate l’olio a fuoco moderato, ed adagiatevi gli scampi.
  • Ravvivate la fiamma e salate leggermente, dopo circa 5 minuti sfumate con il vino bianco e fate evaporare.
  • Sgocciolate gli scampi e metteteli momentaneamente da parte.

  • Togliete l’aglio dal liquido degli scampi ed unite la passata di pomodoro, regolate di sale e fate cuocere per una decina di minuti.
  • Nel frattempo l’acqua avrà raggiunto il bollore:  salatela e buttate gli spaghetti. Fateli cuocere al dente (6-7 minuti).

  • Rimettete gli scampi nel sugo e fate cuocere ancora per 5 minuti.
  • Aggiungete il prezzemolo tritato.
  • Scolate gli spaghetti e fateli saltare nella padella con gli scampi. 


Serviteli ben caldi!


E …  Buon appetito!  Antonella



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martedì 9 agosto 2016

Pasta Estiva: Farfalle Colorate


Un primo estivo, colorato, veloce, sano, vegetariano 
dal profumo Mediterraneo!



Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:

  • 350-400  g  di Farfalle – pasta di semola di grano duro (nel mio caso "Girolomoni")
  • 1 un cipollotto fresco
  • 2-3 peperoni piccoli, freschi e di colore diverso: giallo, arancione, rosso
  • 2 zucchine fresche di media grandezza
  • Un rametto di rosmarino fresco
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo q.b.
  • Sale q.b.   

Preparazione:

Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e portate ad ebollizione.




In una padella mettete poco  olio extra vergine d’oliva, unite il cipollotto ed il rametto di rosmarino tagliati finemente; fate cuocere con il  coperchio e a fiamma bassa.


Pulite e lavate i peperoni, se sono troppo grandi utilizzatene metà di ognuno; tagliateli a pezzetti piccoli ed uniteli al cipollotto ed al rosmarino, che nel frattempo si sono ammorbiditi.


Se serve, per favorire la cottura dei peperoni, aggiungete poca acqua di cottura della pasta.


Nel frattempo l’acqua per la pasta avrà raggiunto il bollore: salatela e buttate le farfalle di semola di grano duro  e portatela a cottura al dente (6-7 minuti).


Pulite e lavate le zucchine, tagliatele a pezzetti piccoli ed unitele ai peperoni; riportate a bollore; regolate di sale e fate cuocere a fiamma medio-bassa ancora per qualche minuto.



Scolate la pasta, mettetela nella padella con i peperoni e le zucchine, aggiungete un filo d’olio extra vergine d’oliva a crudo
 ed amalgamate bene il tutto.

Impiattate le farfalle colorate e buon appetito!
Antonella

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mercoledì 22 giugno 2016

Torchiette con Zucchine, Bottarga e Mentuccia

Ricetta della Fabu (Fabiana), dolce ragazza sarda!
Deliziosa pasta con il  profumo della bella, 
aspra e selvaggia terra di Sardegna!

Semplice, veloce e gustosa!


Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:
  • 350-400  g  di Torchiette – pasta di semola di grano duro “Girolomoni”, oppure un altro formato di pasta corta
  • 400 g circa – 4 zucchine fresche di media grandezza
  • 1 scalogno  oppure un cipollotto piccolo fresco
  • 2-3 cucchiaini di Bottarga di Sardegna grattugiata
  • 3-4 foglioline di mentuccia o menta fresca
  • Prezzemolo q.b.
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo q.b.
  • Sale e Pepe nero q.b.


Preparazione:
  • Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e portate ad ebollizione.
  • In una padella capiente mettete poco  olio extra vergine d’oliva, unite lo scalogno o il cipollotto tagliato finemente e fate cuocere con fiamma bassa.
  • Pulite e lavate le zucchine, tagliatele a pezzetti ed unitele allo scalogno che nel  frattempo si sarà dorato;
  • aggiungete sale e pepe e fate cuocere a fiamma medio-bassa per 10 minuti circa;  
  • all’occorrenza aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.


Nel frattempo l’acqua avrà raggiunto il bollore: salatela e buttate la pasta 
(le nostre torchiette o un altro formato di pasta corta) e portatela a cottura al dente (6-7 minuti).


Lavate il prezzemolo e la mentuccia (o la menta), fatene un trito 
ed aggiungetelo alle zucchine a fine cottura.



Scolate la pasta e mettetela nella padella con le zucchine 


Unite due cucchiaini circa di Bottarga grattugiata, 
un filo d’olio extra vergine d’oliva ed amalgamate bene il tutto.


Impiattate le torchiette e rifinite spolverizzando con poca Bottarga.


Grazie alla Fabu che ci ha fatto conoscere un prodotto tipico della sua terra!
E …  Buon appetito!  Antonella

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venerdì 25 marzo 2016

TORTA con CAROTE & MANDORLE


Le foto passo passo e la ricetta di
questa torta buonissima, senza farina,
dal sapore deciso ed allo stesso tempo delicato!


La torta con le Carote e le Mandorle
mi ricorda il Tirolo,
il profumo degli ambienti rivestiti di legno di Abete,
l’aria pura e le montagne innevate! 


Ingredienti  (da Agricoltura Biologica):
  • 220 g di zucchero  (io uso  quello di canna chiaro)
  • 300 g di carote crude grattugiate
  • 300 g di farina di mandorle
  • 6 uova
  • La scorza di ½  limone non trattato
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • ½ cucchiaino scarso di  Cannella in polvere
  • ¼ di bicchierino di grappa
  • 1 presa di  sale
  • Zucchero a velo q.b.

Preparazione:

  • Accendete il forno, in modo da portarlo alla temperatura di 180° (statico).
  • Imburrate ed infarinate uno stampo per torte di 26 cm di diametro (così poi lo trovate già pronto).
  • Lavate, pelate e grattugiate le carote. Copritele così non ossidano.

Separate i tuorli delle uova dagli albumi, mettendo i tuorli in una terrina con 180 g di zucchero e gli albumi in un’altra terrina con i restanti 40 g di zucchero ed una presa di sale. Questa operazione, che sembra semplice, richiede precisione perché non vi deve essere traccia di tuorlo negli albumi, 
altrimenti non montano.


Con lo sbattitore elettrico montate a neve molto soda gli albumi; 
coprite la terrina e mettetela al fresco.


Ora lavorate i tuorli e lo zucchero con lo sbattitore elettrico,   
fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. 



Aggiungete: le carote,




la farina di mandorle, la cannella, la scorza del limone, la grappa ed il lievito.


Amalgamate bene tutti gli ingredienti.


Ora prendete gli albumi montati a neve ben soda ed incorporateli delicatamente al composto, mettendone un po’ per volta e mescolando con cucchiaio 
dall’alto verso il basso.




Versate il composto nello stampo, precedentemente
imburrato ed infarinato. 


Infornatelo nel forno preriscaldato a 180°. 


Cuocete la torta per  45 mimuti – 1 ora, controllandola di tanto in tanto, 
ma senza aprire il forno, almeno per la prima mezz’ora.


Quando  la torta sarà  dorata, toglietela dal forno e controllate la cottura con uno stuzzicadenti, che infilerete al centro della torta e se esce asciutto vuol dire che la torta è cotta altrimenti rimettetela in forno per altri 5-10 minuti. 


Di solito quando le torte sono cotte al punto giusto 
si staccano un po’ dai bordi della teglia.
Sfornate la torta ed attendete qualche minuto prima di toglierla dallo stampo.
Fatela raffreddare su una griglia.


Spolverizzate la torta con lo zucchero a velo.

Sistematela su un piatto e conservatela dentro un porta torte.


Questa torta è più buona se gustata dopo un giorno dalla cottura.

Buon Venerdì Santo e Buona Pasqua!

Antonella