Viaggio in cucina tra ricordi, esperienze, persone, luoghi.

La semplicità nella Cucina Italiana con la ricerca di materie prime di qualità e provenienti da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Mi piace mangiar bene e condividere la gioia del cibo e dello stare assieme, mi piace fotografare, mi piace la natura con i suoi colori e i fiori, e con le sue stagioni.

Mi piace accogliere, ascoltare, raccontare, voler bene …

continua...

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giovedì 20 ottobre 2016

Farro con Zucca, Funghi e Fagiolini al profumo di Rosmarino



Il Farro: forse il più Antico tra i Grani
Il “Farrum” per gli antichi Romani, per secoli è stato il loro alimento base;
 considerato un bene molto prezioso,  fungeva anche da merce di scambio 
ed era utilizzato in alcune cerimonie religiose 
come dono propiziatorio agli dei.
Nel rituale del matrimonio la sposa offriva allo sposo un pane o un dolce fatto
 con la farina di farro, che consumavano insieme.
E’ considerato la più antica tipologia di frumento coltivato.
Sembra che il luogo di origine di questo cereale sia il Medio Oriente, in particolare la Palestina, 
ed un territorio vicino a quello che ora è l’Iran. Da qui si è poi diffuso in Siria 
(è citato già nelle opere di Omero) ed in Egitto dove è stato rinvenuto in alcune tombe.
L’ampia diffusione del farro era dovuta al fatto che cresce bene in terreni poveri
 ed è molto resistente al freddo.
E’ stato utilizzato dall’uomo per la propria alimentazione fin dal Neolitico, in particolare il farro piccolo: “Triticum monococcum”, seguito dal farro grande: “Triticum diccocum”.
Nel corso dei secoli ed in particolare dall’inizio del 20° secolo, la coltivazione del farro è andata via  via riducendosi, essendo stata sostituita dal frumento a causa della sua resa maggiore.
Fortunatamente vi è stata una riscoperta di questo prezioso ed antico cereale grazie alle persone che da anni attuano l’agricoltura biologica, o che hanno continuato a preferire l’agricoltura estensiva a quella intensiva. Infatti il farro cresce senza particolari difficoltà su terreni poveri di sostanze nutritive ad un’altezza che va dai 200 ai 1000 metri sul livello del mare e si presta alla valorizzazione delle zone agricole marginali. Si  semina nel periodo autunnale e si raccoglie in estate.  La pianta può raggiungere i 130 cm, presenta una grande spiga contenente chicchi  ovali; uno dei suoi punti di forza è il guscio esterno molto duro e questo rappresenta una valida protezione per il cereale che viene naturalmente preservato dall’attacco dei parassiti e malattie varie.
Il Farro ci dona preziosi nutrienti:
Buon alleato per l’intestino, il cuore ed i vasi, il Farro è ricco di proteine e di fibre ma povero di grassi,  è il cereale con il più basso apporto calorico, pari a 335 chilocalorie per 100 grammi di prodotto, ed è in grado di dare subito una sensazione di sazietà.
E’ una buona fonte di vitamine e sali minerali.
Contiene vitamine dei gruppi A, B, C, E oltre a ferro, calcio, fosforo, sodio, magnesio e potassio.
Un altro punto di forza del farro è il contenuto di selenio e di acido fitico che contrastano l'azione dei radicali liberi, i maggiori responsabili dell’invecchiamento e di tutte le forme di degenerazione cellulare, per esempio i tumori.  Inoltre, grazie all’alta solubilità in acqua, consente al nostro organismo di assorbire più facilmente le sostanze nutritive in esso contenute.
Contiene dei carboidrati con la particolare proprietà di favorire la coagulazione del sangue e di stimolare il sistema immunitario.
Il consumo di farro è considerato utile per ridurre il rischio di aterosclerosi, il rischio cardiovascolare e il rischio di diabete di tipo 2. Il suo elevato contenuto di fibre e di elementi nutritivi benefici contribuisce alla prevenzione di insulino-resistenza, ischemie e obesità; il contenuto di niacina di questo cereale aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo LDL ed aiuta il buon funzionamento del sistema endocrino.
Il farro contiene anche la riboflavina che è una sostanza in grado di ridurre gli attacchi di emicrania.
Le fibre contenute nel farro favoriscono il transito intestinale e la buona salute dell’apparato gastrointestinale, contribuendo all'eliminazione delle scorie.
L’alto contenuto di minerali essenziali come lo zinco, il magnesio, il rame, il fosforo ed il selenio contribuiscono allo sviluppo del tessuto osseo. Consumare regolarmente il farro aiuta quindi anche  a prevenire l’osteoporosi.
Il farro contiene glutine, quindi non è adatto a chi soffre di celiachia.
Per chi, invece, è allergico alle proteine del grano, potrebbe tollerare le proteine contenute nel farro, che risultano di più facile digeribilità.

Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:

  • 200  g di Farro Perlato – Triticum Dicoccum  (nel mio caso “Girolomoni”)
  • 300 g circa di Zucca cruda già pulita
  • 150 g circa di Funghi Campagnoli
  • 300 g circa di Fagiolini  (anche detti “cornetti” o “tegoline”)
  • 3 spicchi d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • Peperoncino fresco q.b.
  • Qualche rametto di Prezzemolo
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo (nel mio caso “Girolomoni”)
  • Sale q.b.  
Preparazione:
Mettete i chicchi di farro in un colino e lavatelo bene sotto l’acqua corrente fredda.





Mettetelo  in una pentola con almeno il doppio del volume del farro di acqua fredda, aggiunte poco sale e fate bollire a fuoco basso per circa 20/25 minuti; a fine cottura il farro avrà assorbito quasi tutta l’acqua.




Pulite i fagiolini privandoli delle estremità, lavateli e fateli cuocere in acqua bollente salata per circa 15 minuti.






In una padella capiente mettete: olio extra vergine d’oliva, 3 spicchi d’aglio ai quali avrete tolto il germoglio,  un pezzetto di peperoncino  e i rametti di rosmarino tritati finemente e fate scaldare. 





Unite la zucca precedentemente pulita, lavata e tagliata a cubetti; 







I funghi campagnoli precedentemente puliti, lavati velocemente sotto l’acqua fredda e tagliati;




Aggiustate di sale e fate cuocere per circa 10 minuti, aggiungendo se necessario poca acqua di cottura dei fagiolini.



Scolate i fagiolini, fateli un po’ raffreddare, tagliateli a pezzetti ed uniteli al resto.



Mescolate le verdure con un mestolo di legno e togliete gli spicchi d’aglio.



Aggiungete il prezzemolo già lavato e tritato.











Infine mettete il  farro già cotto, nella padella con le verdure e spadellate il tutto con l’aggiunta di olio extra vergine d’oliva. 





Servite questo Farro spadellato al profumo di Rosmarino, caldo!



E …  Buon appetito!  Antonella



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venerdì 16 settembre 2016

Calamari in Guazzetto – a modo mio!

Una buona ricetta di pesce profumata, saporita e facile da preparare!

Sono un calamaro e mi presento:

sono un mollusco fusiforme e allungato, ho pinne e tentacoli e una conchiglia cornea;  il mio colore è rossiccio-rosato con sfumature brune e la mia carne è buona e saporita; abito nel Mar Mediterraneo, ma anche nell’Atlantico orientale!

E questo mollusco è da tenere in considerazione non solo perché si presta a molte preparazioni, ma anche per le sue proprietà nutrizionali; ad esempio:  è ricco di sali minerali, quali sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio e vitamina A, ed ha un buon tenore in proteine e pochi grassi.
Calorie: 68 Kcal per 100 g di prodotto.


Ingredienti per 4 persone:
  • 1kg di calamari freschissimi
  • 15 pomodorini Datterini o Ciliegini
  • 20 olive Taggiasche sott’olio
  • 10 capperi sotto sale
  • 4 spicchi d’aglio
  • 1 rametto di Rosmarino
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Peperoncino in scagliette q.b.
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo q.b.
  • Sale q.b.
  • Crostini di pane q.b.
  • (Ponete sempre l’attenzione alla provenienza degli ingredienti e se possibile preferite quelli coltivati con metodo biologico e biodinamico).

Preparazione:

Se non l’ha già fatto il pescivendolo, pulite con cura i calamari: togliete gli occhi, la bocca, la penna di cartilagine trasparente ed eliminate la vescichetta dell’inchiostro; lavateli ripetutamente sotto acqua fredda corrente e tagliateli ad anelli.


In un tegame capiente scaldate l’olio extra vergine d’oliva con i spicchi d’aglio ai quali avrete tolto l’anima, ed i ciuffetti di rosmarino precedentemente lavati ed asciugati.



Aggiungete i calamari già tagliati ad anelli, fateli andare con fuoco vivace 
e lasciate assorbire l’acqua che rilasciano.
Aggiungete il vino bianco e fatelo evaporare.
(Nelle foto che vedete non avevo usato il vino, quindi la sequenza è un po’ diversa da quella descritta che invece prevede l’uso del vino).


Unite:
 i pomodorini precedentemente puliti e lavati,
le olive tagliate a pezzetti,
i capperi,
il peperoncino,
e regolate di sale, tenendo presente che i capperi sotto sale aggiungono molta sapidità.
Coprite il tegame e fate cuocere con fiamma bassa ancora per quaranta minuti.


Togliete gli spicchi d’aglio.
Tostate le fette di pane con un filo di olio extra vergine d’oliva.


Servite i calamari in guazzetto ben caldi e con i crostini!

E … Buon Appetito!  Antonella


Un consiglio:
Se ne avanzate un po’, conservateli in frigorifero ed utilizzateli il giorno dopo come sugo per la pasta, con l’aggiunta di un po’ di passata di pomodoro.   Sentirete che delizia!


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sabato 16 gennaio 2016

BACCALA' con Pinoli e Zenzero


Sano e Versatile
Per lungo tempo il baccalà è stato sottovalutato poiché considerato cibo per poveri. Da qualche anno è stato rivalutato, grazie alle sue caratteristiche nutritive elevate che ne fanno un alimento sano edapprezzato. Il baccalà deriva da due tipi di merluzzo, il Gadus Morhua dell’Oceano Atlantico, ed il Gadus Macrocephalus dell’Oceano Pacifico. Una volta pescati all’amo vengono subito lavorati e lavati con una salamoia di acqua di mare e ghiaccio e una volta salati vengono messi a stagionare fino ad acquisire le caratteristiche tipiche di odore, colore, sapore e consistenza. Il baccalà, dopo essere stato ammollato in acqua, perde il sale con cui era stato conservato. Il Baccalà è molto ricco in proteine, povero in calorie e povero in grassi, tra i quali si ritrovano in buona percentuale gli acidi grassi polinsaturi omega-3, dal forte potere antiossidante e con effetti positivi sulla pressione sanguigna e sull’abbassamento del livello di colesterolo. E’ ricco di sali minerali (fosforo, calcio, iodio e ferro) e di vitamine (A, E, B1, B2, B3, B6 e C); il suo fegato, inoltre, è una fonte inestimabile di vitamina D. L’elevata quantità di lisina (un aminoacido essenziale) lo rende un pesce molto importante durante la crescita e consigliato anche alle donne in gravidanza per un ottimale sviluppo immunologico e neuropsichico del nascituro.


Ingredienti per  4  persone (da Agricoltura Biologica):
  • 700 g circa di baccalà ammollato
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 3 acciughe sott’olio
  • 1 scalogno
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • Prezzemolo
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Zenzero fresco
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo
  • Sale e pepe



Preparazione:
Frullate finemente: lo scalogno, la carota, il sedano, il prezzemolo ed i pinoli e soffriggeteli dolcemente in una padella capiente con olio extra vergine d’oliva. Poi aggiungete le acciughe che farete sciogliere ed adagiate il baccalà precedentemente ben lavato con acqua fredda e tagliato a pezzi. Fate cuocere con fiamma abbastanza vivace rigirandolo nel trito di verdure e pinoli per qualche minuto, aggiungete il vino e lasciate andare senza coperchio ancora per qualche minuto. Mettete il sale ed il pepe, abbassate la fiamma al minimo, mettete il coperchio e fate stufare per circa 40 minuti, avendo cura di controllarlo di tanto in tanto, di girare i pezzi di baccalà e, se serve, aggiungere poca acqua calda che terrete pronta in un pentolino a parte. A metà cottura circa aggiungete un pezzetto di zenzero fresco grattugiato finemente. A cottura ultimata potete servire con del buon pane abbrustolito o se preferite con della polenta.

E … Buon Appetito!



Possibile variazione:
a vostro piacere, potete aggiungere, dopo aver sfumato con il vino, qualche filetto di pomodoro pelato.