Viaggio in cucina tra ricordi, esperienze, persone, luoghi.

La semplicità nella Cucina Italiana con la ricerca di materie prime di qualità e provenienti da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Mi piace mangiar bene e condividere la gioia del cibo e dello stare assieme, mi piace fotografare, mi piace la natura con i suoi colori e i fiori, e con le sue stagioni.

Mi piace accogliere, ascoltare, raccontare, voler bene …

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martedì 27 marzo 2018

L'Orzo, il primo cereale conosciuto dall’uomo ed il Mito di Demetra


L’incontro tra l’uomo e l’orzo risale a epoche antichissime: quando gli Indoeuropei impararono a coltivare la terra e da cacciatori e pastori nomadi si trasformarono in agricoltori; si legarono in modo indissolubile a questo cereale.
L’orzo veniva coltivato in un’area vastissima, che andava dall’India al Nord Europa, e solo in epoche abbastanza recenti ha ceduto il passo ad altri cereali.
Nell’antica Grecia l’orzo costituiva il cereale per eccellenza ed era apprezzatissimo; accompagnò per secoli il fiorire della grande civiltà ellenica.
Ippocrate (460 a.C.-377 a.C.), considerato il padre della medicina moderna, si nutriva, insieme ai suoi allievi, di una polentina a base d’orzo, verdure e formaggio. 
Infatti l’orzo era considerato cibo per filosofi, perché ritenuto adatto sia al pensiero che all’esercizio fisico.
Ippocrate fece grande uso di questo cereale anche come rimedio contro vari malesseri; ancora oggi il decotto d’orzo è conosciuto come la “tisana di Ippocrate”.


Il Mito di Demetra: 


Demetra, la dea greca delle messi.
Il mito narra che quando Persefone (figlia di Demetra) fu rapita da Ade, dio degli Inferi, la dea furiosa, mandò sulla Terra una terribile carestia.
Ade, costretto da Zeus, lasciò tornare la fanciulla dalla madre, non prima però di essersi assicurato la possibilità di tenere con sé l’amata almeno per alcuni mesi all’anno: egli, infatti, aveva offerto a Persefone dei chicchi di melagrana e la giovane, accettandoli, si era preclusa la possibilità di lasciare per sempre il regno degli inferi. Comunque la gioia di Demetra fu tale che la dea regalò agli uomini l’orzo come gesto riparatore per i disastri da lei provocati, e insegnò loro i metodi di coltivazione del cereale.


Ogni  anno, in inverno, Persefone è costretta a tornare negli Inferi; ma in primavera torna nel mondo, e l’orzo germoglia e dà frutti.


Le proprietà dell’Orzo:
è un cereale nutriente e digeribile, è depurativo e drenante, 
dà tono all’organismo ed è benefico per l’intestino.
Apporta fosforo, potassio e vitamina PP; 
è importante per la salute dell’apparato digerente e dell’apparato cardiocircolatorio, 
ha proprietà antinfiammatoria, è stimolante dell’attività intellettuale, 
è utile come regolatore intestinale per le sue proprietà emollienti e disinfettanti.
L’orzo ha azione galattogena (stimola la produzione di latte materno).

Aiuta ad eliminare i ristagni e possiede anche un’azione sedativa della tosse.

venerdì 15 dicembre 2017

Il Farro

Il Farro: forse il più Antico tra i Grani
Il “Farrum” per gli antichi Romani, per secoli è stato il loro alimento base; considerato un bene molto prezioso,  fungeva anche da merce di scambio ed era utilizzato in alcune cerimonie religiose 
come dono propiziatorio agli dei.
Nel rituale del matrimonio la sposa offriva allo sposo un pane o un dolce fatto con la farina di farro, che consumavano insieme.
E’ considerato la più antica tipologia di frumento coltivato.
Sembra che il luogo di origine di questo cereale sia il Medio Oriente, in particolare la Palestina, ed un territorio vicino a quello che ora è l’Iran. Da qui si è poi diffuso in Siria (è citato già nelle opere di Omero) ed in Egitto dove è stato rinvenuto in alcune tombe.

L’ampia diffusione del farro era dovuta al fatto che cresce bene in terreni poveri 
ed è molto resistente al freddo.
E’ stato utilizzato dall’uomo per la propria alimentazione fin dal Neolitico, in particolare il farro piccolo: “Triticum monococcum”, seguito dal farro grande: “Triticum diccocum”.
Nel corso dei secoli ed in particolare dall’inizio del 20° secolo, la coltivazione del farro è andata via  via riducendosi, essendo stata sostituita dal frumento a causa della sua resa maggiore.
Fortunatamente vi è stata una riscoperta di questo prezioso ed antico cereale grazie alle persone che da anni attuano l’agricoltura biologica, o che hanno continuato a preferire l’agricoltura estensiva a quella intensiva. Infatti il farro cresce senza particolari difficoltà su terreni poveri di sostanze nutritive ad un’altezza che va dai 200 ai 1000 metri sul livello del mare e si presta alla valorizzazione delle zone agricole marginali. Si  semina nel periodo autunnale e si raccoglie in estate.  La pianta può raggiungere i 130 cm, presenta una grande spiga contenente chicchi  ovali; uno dei suoi punti di forza è il guscio esterno molto duro e questo rappresenta una valida protezione per il cereale che viene naturalmente preservato dall’attacco dei parassiti e malattie varie.
 Il Farro ci dona preziosi nutrienti:
Buon alleato per l’intestino, il cuore ed i vasi, il Farro è ricco di proteine e di fibre ma povero di grassi, è il cereale con il più basso apporto calorico, pari a 335 chilocalorie per 100 grammi di prodotto, ed è in grado di dare subito una sensazione di sazietà.
E’ una buona fonte di vitamine e sali minerali.
Contiene vitamine dei gruppi A, B, C, E oltre a ferro, calcio, fosforo, sodio, magnesio e potassio.
Un altro punto di forza del farro è il contenuto di selenio e di acido fitico che contrastano l'azione dei radicali liberi, i maggiori responsabili dell’invecchiamento e di tutte le forme di degenerazione cellulare, per esempio i tumori.  Inoltre, grazie all’alta solubilità in acqua, consente al nostro organismo di assorbire più facilmente le sostanze nutritive in esso contenute.
Contiene dei carboidrati con la particolare proprietà di favorire la coagulazione del sangue e di stimolare il sistema immunitario.
Il consumo di farro è considerato utile per ridurre il rischio di aterosclerosi, il rischio cardiovascolare e il rischio di diabete di tipo 2. Il suo elevato contenuto di fibre e di elementi nutritivi benefici contribuisce alla prevenzione di insulino-resistenza, ischemie e obesità; il contenuto di niacina di questo cereale aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo LDL ed aiuta il buon funzionamento del sistema endocrino.
Il farro contiene anche la riboflavina che è una sostanza in grado di ridurre gli attacchi di emicrania.
Le fibre contenute nel farro favoriscono il transito intestinale e la buona salute dell’apparato gastrointestinale, contribuendo all'eliminazione delle scorie.
L’alto contenuto di minerali essenziali come lo zinco, il magnesio, il rame, il fosforo ed il selenio contribuiscono allo sviluppo del tessuto osseo. Consumare regolarmente il farro aiuta quindi anche  a prevenire l’osteoporosi.
 Il farro contiene glutine, quindi non è adatto a chi soffre di celiachia.
Per chi, invece, è allergico alle proteine del grano, potrebbe tollerare le proteine contenute nel farro, che risultano di più facile digeribilità.

martedì 7 febbraio 2017

Orzo Spadellato con Zucca e Broccolo all’aroma di Rosmarino e Basilico

“L’uomo è ciò che mangia.”
“Fa che il cibo sia la tua medicina
e la medicina sia il tuo cibo”
-Ippocrate-

Il primo cereale conosciuto dall’uomo
L’incontro tra l’uomo e l’orzo risale a epoche antichissime: quando gli Indoeuropei impararono a coltivare la terra e da cacciatori e pastori nomadi si trasformarono in agricoltori; 
si legarono in modo indissolubile a questo cereale.
L’orzo veniva coltivato in un’area vastissima, che andava dall’India al Nord Europa, 
e solo in epoche abbastanza recenti ha ceduto il passo ad altri cereali.
Nell’antica Grecia l’orzo costituiva il cereale per eccellenza ed era apprezzatissimo; 
accompagnò per secoli il fiorire della grande civiltà ellenica.
Ippocrate (460 a.C.-377 a.C.), considerato il padre della medicina moderna, si nutriva, 
insieme ai suoi allievi, di una polentina a base d’orzo, verdure e formaggio. 
Infatti l’orzo era considerato cibo per filosofi, perché ritenuto adatto sia al pensiero 
che all’esercizio fisico.
Ippocrate fece grande uso di questo cereale anche come rimedio contro vari malesseri; 
ancora oggi il decotto d’orzo è conosciuto come la “tisana di Ippocrate”.

Il Mito di Demetra:
Demetra, la dea greca delle messi.
Il mito narra che quando Persefone (figlia di Demetra) fu rapita da Ade, dio degli Inferi, 
la dea furiosa, mandò sulla Terra una terribile carestia.
Ade, costretto da Zeus, lasciò tornare la fanciulla dalla madre, 
non prima però di essersi assicurato la possibilità di tenere con sé l’amata almeno per alcuni mesi all’anno: egli, infatti, aveva offerto a Persefone dei chicchi di melagrana e la giovane, 
accettandoli, si era preclusa la possibilità di lasciare per sempre il regno degli inferi. 
Comunque la gioia di Demetra fu tale che la dea regalò agli uomini l’orzo come gesto riparatore 
per i disastri da lei provocati, e insegnò loro i metodi di coltivazione del cereale.
Ogni anno, in inverno, Persefone è costretta a tornare negli Inferi; 
ma in primavera torna nel mondo, e l’orzo germoglia e dà frutti.


Le proprietà dell’Orzo:
è un cereale nutriente e digeribile, è depurativo e drenante, 
dà tono all’organismo ed è benefico per l’intestino.
Apporta fosforo, potassio e vitamina PP; 
è importante per la salute dell’apparato digerente e dell’apparato cardiocircolatorio, 
ha proprietà antinfiammatoria, è stimolante dell’attività intellettuale, 
è utile come regolatore intestinale per le sue proprietà emollienti e disinfettanti.
L’orzo ha azione galattogena (stimola la produzione di latte materno).
Aiuta ad eliminare i ristagni e possiede anche un’azione sedativa della tosse.


Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:
  • 200  g di Orzo Perlato  (nel mio caso “Girolomoni” – oltre il  biologico)
  • 200 g circa di Broccolo  (circa ½ broccolo di media misura)
  • 200 g circa di Zucca cruda già pulita
  • 200 g circa di Patate (2 patate medie, nel mio caso rosse)
  • 1 Porro  (la parte chiara più  tenera)
  • 1 rametto di rosmarino
  • Una manciata di foglie di Basilico
  • ¼ di Peperoncino fresco piccante
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo (nel mio caso “Girolomoni” - oltre il biologico)
  • Sale q.b.

Preparazione:
Lavate l’orzo in un colino sotto l’acqua corrente fredda.

Mettetelo  in una pentola con almeno il doppio del volume dell’orzo di acqua fredda , 

aggiunte poco sale e fate bollire a fuoco basso per circa 20 minuti. 




In una padella capiente mettete: olio extra vergine d’oliva, il porro (precedentemente pulito e lavato),  un pezzetto di peperoncino  ed i rametti di rosmarino, tutto tritato finemente e fate scaldare.


Nel frattempo pelate lavate e tagliate a cubetti le patate ed unitele agli aromi nella padella;  salate leggermente ed all’occorrenza unite qualche cucchiaio di acqua, coprite e fate cuocere a fiamma bassa.


Pulite e lavate il broccolo e la zucca, tagliateli a pezzetti ed uniteli al resto.


Aggiustate di sale e fate cuocere per 7-8 minuti, aggiungendo all’occorrenza poca acqua calda.

Da ultimo aggiungete il basilico già lavato e tritato.

Nel frattempo l’orzo  si è cotto: scolatelo con uno scolapasta e mettetelo nella padella con le verdure e spadellate il tutto con l’aggiunta di olio extra vergine d’oliva.



Ed ecco pronto un cibo buono, sano, nutriente e semplice!
Buono caldo, tiepido ma anche freddo!



E …  Buon appetito!  Antonella


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venerdì 28 ottobre 2016

Cous Cous con Funghi, Zucchine, Pomodori Soleggiati e Melograno


Per realizzare le mie ricette, spesso mi faccio ispirare dagli ingredienti che ho a disposizione.


Quando acquisto gli ingredienti, voglio conoscerne la provenienza e la qualità. Da oltre 20 anni acquisto prodotti provenienti da Agricoltura Biologica e Biodinamica, ma non mi accontento di leggere sulle confezioni la dicitura “Bio”. Desidero conoscere l’Azienda e soprattutto le persone. Girando per gli scaffali dei negozi Bio con mio marito, ci rassicura l’immagine di Gino Girolomoni nelle confezioni dei prodotti della Cooperativa Agricola Girolomoni.  Ma a rassicurarci ancor di più è la storia di questo grande uomo che con amore, passione ed etica, ha saputo cambiare le sorti di un territorio e della sua gente. Ora è bello sapere che i tanti semi che ha seminato continuano a dare buoni frutti, con la nuova generazione ed i tanti collaboratori che mantengono inalterati i suoi valori.  Grazie!


Ingredienti da Agricoltura Biologica:

  • 250  g di CousCous Integrale precotto  (nel mio caso “Girolomoni”)300 ml di acqua bollente salata
  • 2-3 zucchine
  • 150 g circa di Funghi Pioppini o Campagnoli
  • una tazza di pomodori secchi o “soleggiati”  visto che vengono essicati al sole
  • 3-4 cucchiai di chicchi di melagrana
  • 2 spicchi d’aglio
  • Qualche rametto di prezzemolo
  • Semi di zucca tostati
  • Curcuma in polvere q.b.
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo (nel mio caso “Girolomoni”)
  • Sale e pepe q.b.

Cercate di usare i frutti di stagione per  godere dei colori e dei sapori che Madre Natura ha distribuito nelle stagioni e così beneficiare dei preziosi nutrienti.


PREPARAZIONE:
per il CousCous:
  • versate i 250 g di cous cous in una pentola con i bordi alti, mettete 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva e mescolate bene.
  • Aggiungete 300 ml di acqua bollente salata, senza mescolare.
  • Coprite e lasciate riposare qualche minuto.
  • Dopo pochi minuti il cous cous avrà assorbito tutta l’acqua e si sarà gonfiato.
  • Aggiungete un altro cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva e sgranatelo con l’aiuto di una forchetta.
  • Mentre lo sgrano, io tengo la pentola sul fuoco al minimo, per pochi minuti.

per il Condimento:
  • In una padella capiente mettete: olio extra vergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio un po’ schiacciati, sale, poca curcuma in polvere, pepe e fate scaldare.
  • Unite le zucchine precedentemente mondate, lavate e tagliate a cubetti.

  • Pulite e lavate velocemente sotto l’acqua fredda i funghi pioppini o campagnoli, tagliateli ed aggiungeteli alle zucchine.
  • Fate cuocere con fiamma media ed all’occorrenza aggiungete poca acqua.


Aggiungete il prezzemolo già lavato e tritato.


  • Tagliate a pezzetti i pomodori “soleggiati” ed aggiungeteli per ultimi.
  • Aggiustate di sale, pepe, aggiungete ancora poca curcuma ed ultimate la cottura per 2-3 minuti. 


  • Togliete gli spicchi d’aglio.
  • A fuoco spento, unite il cous cous  al condimento  e mescolate.

  • Infine aggiungete i chicchi di melograno e i semi di zucca leggermente tostati (in una padella a secco, senza olio).
  • Mescolate il tutto e servite il CousCous con un filo di olio extra vergine d’oliva. 

Io e la mia famiglia lo preferiamo caldo, ma è buono anche freddo!


E …  Buon appetito!  Antonella


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giovedì 20 ottobre 2016

Farro con Zucca, Funghi e Fagiolini al profumo di Rosmarino



Il Farro: forse il più Antico tra i Grani
Il “Farrum” per gli antichi Romani, per secoli è stato il loro alimento base;
 considerato un bene molto prezioso,  fungeva anche da merce di scambio 
ed era utilizzato in alcune cerimonie religiose 
come dono propiziatorio agli dei.
Nel rituale del matrimonio la sposa offriva allo sposo un pane o un dolce fatto
 con la farina di farro, che consumavano insieme.
E’ considerato la più antica tipologia di frumento coltivato.
Sembra che il luogo di origine di questo cereale sia il Medio Oriente, in particolare la Palestina, 
ed un territorio vicino a quello che ora è l’Iran. Da qui si è poi diffuso in Siria 
(è citato già nelle opere di Omero) ed in Egitto dove è stato rinvenuto in alcune tombe.
L’ampia diffusione del farro era dovuta al fatto che cresce bene in terreni poveri
 ed è molto resistente al freddo.
E’ stato utilizzato dall’uomo per la propria alimentazione fin dal Neolitico, in particolare il farro piccolo: “Triticum monococcum”, seguito dal farro grande: “Triticum diccocum”.
Nel corso dei secoli ed in particolare dall’inizio del 20° secolo, la coltivazione del farro è andata via  via riducendosi, essendo stata sostituita dal frumento a causa della sua resa maggiore.
Fortunatamente vi è stata una riscoperta di questo prezioso ed antico cereale grazie alle persone che da anni attuano l’agricoltura biologica, o che hanno continuato a preferire l’agricoltura estensiva a quella intensiva. Infatti il farro cresce senza particolari difficoltà su terreni poveri di sostanze nutritive ad un’altezza che va dai 200 ai 1000 metri sul livello del mare e si presta alla valorizzazione delle zone agricole marginali. Si  semina nel periodo autunnale e si raccoglie in estate.  La pianta può raggiungere i 130 cm, presenta una grande spiga contenente chicchi  ovali; uno dei suoi punti di forza è il guscio esterno molto duro e questo rappresenta una valida protezione per il cereale che viene naturalmente preservato dall’attacco dei parassiti e malattie varie.
Il Farro ci dona preziosi nutrienti:
Buon alleato per l’intestino, il cuore ed i vasi, il Farro è ricco di proteine e di fibre ma povero di grassi,  è il cereale con il più basso apporto calorico, pari a 335 chilocalorie per 100 grammi di prodotto, ed è in grado di dare subito una sensazione di sazietà.
E’ una buona fonte di vitamine e sali minerali.
Contiene vitamine dei gruppi A, B, C, E oltre a ferro, calcio, fosforo, sodio, magnesio e potassio.
Un altro punto di forza del farro è il contenuto di selenio e di acido fitico che contrastano l'azione dei radicali liberi, i maggiori responsabili dell’invecchiamento e di tutte le forme di degenerazione cellulare, per esempio i tumori.  Inoltre, grazie all’alta solubilità in acqua, consente al nostro organismo di assorbire più facilmente le sostanze nutritive in esso contenute.
Contiene dei carboidrati con la particolare proprietà di favorire la coagulazione del sangue e di stimolare il sistema immunitario.
Il consumo di farro è considerato utile per ridurre il rischio di aterosclerosi, il rischio cardiovascolare e il rischio di diabete di tipo 2. Il suo elevato contenuto di fibre e di elementi nutritivi benefici contribuisce alla prevenzione di insulino-resistenza, ischemie e obesità; il contenuto di niacina di questo cereale aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo LDL ed aiuta il buon funzionamento del sistema endocrino.
Il farro contiene anche la riboflavina che è una sostanza in grado di ridurre gli attacchi di emicrania.
Le fibre contenute nel farro favoriscono il transito intestinale e la buona salute dell’apparato gastrointestinale, contribuendo all'eliminazione delle scorie.
L’alto contenuto di minerali essenziali come lo zinco, il magnesio, il rame, il fosforo ed il selenio contribuiscono allo sviluppo del tessuto osseo. Consumare regolarmente il farro aiuta quindi anche  a prevenire l’osteoporosi.
Il farro contiene glutine, quindi non è adatto a chi soffre di celiachia.
Per chi, invece, è allergico alle proteine del grano, potrebbe tollerare le proteine contenute nel farro, che risultano di più facile digeribilità.

Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:

  • 200  g di Farro Perlato – Triticum Dicoccum  (nel mio caso “Girolomoni”)
  • 300 g circa di Zucca cruda già pulita
  • 150 g circa di Funghi Campagnoli
  • 300 g circa di Fagiolini  (anche detti “cornetti” o “tegoline”)
  • 3 spicchi d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • Peperoncino fresco q.b.
  • Qualche rametto di Prezzemolo
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo (nel mio caso “Girolomoni”)
  • Sale q.b.  
Preparazione:
Mettete i chicchi di farro in un colino e lavatelo bene sotto l’acqua corrente fredda.





Mettetelo  in una pentola con almeno il doppio del volume del farro di acqua fredda, aggiunte poco sale e fate bollire a fuoco basso per circa 20/25 minuti; a fine cottura il farro avrà assorbito quasi tutta l’acqua.




Pulite i fagiolini privandoli delle estremità, lavateli e fateli cuocere in acqua bollente salata per circa 15 minuti.






In una padella capiente mettete: olio extra vergine d’oliva, 3 spicchi d’aglio ai quali avrete tolto il germoglio,  un pezzetto di peperoncino  e i rametti di rosmarino tritati finemente e fate scaldare. 





Unite la zucca precedentemente pulita, lavata e tagliata a cubetti; 







I funghi campagnoli precedentemente puliti, lavati velocemente sotto l’acqua fredda e tagliati;




Aggiustate di sale e fate cuocere per circa 10 minuti, aggiungendo se necessario poca acqua di cottura dei fagiolini.



Scolate i fagiolini, fateli un po’ raffreddare, tagliateli a pezzetti ed uniteli al resto.



Mescolate le verdure con un mestolo di legno e togliete gli spicchi d’aglio.



Aggiungete il prezzemolo già lavato e tritato.











Infine mettete il  farro già cotto, nella padella con le verdure e spadellate il tutto con l’aggiunta di olio extra vergine d’oliva. 





Servite questo Farro spadellato al profumo di Rosmarino, caldo!



E …  Buon appetito!  Antonella



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