Viaggio in cucina tra ricordi, esperienze, persone, luoghi.

La semplicità nella Cucina Italiana con la ricerca di materie prime di qualità e provenienti da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Mi piace mangiar bene e condividere la gioia del cibo e dello stare assieme, mi piace fotografare, mi piace la natura con i suoi colori e i fiori, e con le sue stagioni.

Mi piace accogliere, ascoltare, raccontare, voler bene …

continua...

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mercoledì 8 novembre 2017

Vivere secondo i principi di un’etica della Terra.

Oggi vi propongo una riflessione:

ci è stata donata una terra meravigliosa, 
e noi ne siamo i custodi!
Non ce n’è una di scorta!
Abbiamo una grande responsabilità verso i nostri figli 
e le generazioni future.
Cito le parole di un indiano d’America:
“Si deve vivere secondo i principi di un’etica della terra.
L’alternativa è che non si vivrà più”
Scott Momaday – Kiowa
Il nostro agire e le nostre scelte quotidiane sono fondamentali per preservare e curare la terra: sprecare  meno, produrre meno spazzatura, inquinare di meno, interessarci sulla provenienza, sulla modalità di produzione e sulla qualità di ciò che acquistiamo!

Iniziamo da piccole cose, non è così difficile: basta pensare che non ci è tutto dovuto; consideriamo ad esempio l’acqua: siamo abituati ad aprire il rubinetto ed a farla uscire in abbondanza. Proviamo a pensare che l’acqua è essenziale per la nostra vita e che non è un bene inesauribile:  cosa ci succederebbe se un giorno non dovesse più uscire o se dovesse essere inquinata come già in altri luoghi non molto distanti da noi? 
Concludo con la saggezza di un altro indiano d’America:
“Tutte le cose sono collegate.
Tutto ciò che accade alla terra, accade anche ai figli della terra.”
Capo Seattle – Capo Duwamish

A presto!   Antonella


martedì 21 febbraio 2017

Sintonizziamoci con il Ritmo della Natura e con la Stagionalità dei suoi Frutti!

Manca un mese al primo giorno di Primavera: 
siamo ancora in Inverno!
In questi tempi, in cui tutti agiscono freneticamente, mi sembra che si corra e si spinga tutto oltre natura; per raggiungere cosa mi chiedo?
A quale meta si vuole arrivare e a quale gara stiamo partecipando?

La natura ci insegna il tempo della cura, il tempo del riposo, il tempo dell’attesa, e pure il tempo dell’ Inverno;  e dopo la stagione dell’inverno arriva la Primavera che esplode con tutta la sua forza e tutto rinasce.
Spesso sento affermazioni come: “questa primavera che stenta ad arrivare” … “il tempo è ancora incerto” … Ma che ansia! 
Siamo in inverno e lasciamo che l’inverno faccia la sua parte!

Lasciamo che  dentro e fuori di noi le stagioni abbiano il loro tempo, il loro spazio!
Ho vissuto la mia infanzia a stretto contatto con la natura ed ho imparato il ritmo delle stagioni, attraverso il mutare dei colori, il freddo ed il caldo, la durata del giorno e della notte, i gesti rituali ed antichi della cura della terra e delle piante, la fioritura ed i frutti spontanei della terra. Ho sperimentato la fatica, l’attenzione alle piccole cose, l’accontentarsi di cose semplici ed il gioirne assieme; ho imparato l’essenzialità e la semplicità del vivere ed i sapori veri e puri del buon cibo.
Ho compreso che ogni stagione ha il suo perché!
Ricordo mio padre che, in autunno ed in inverno, con gesti sapienti potava le sue viti arrampicate sulle ripide colline di Santo Stefano di Valdobbiadene; con passione e pazienza curava una vite dopo l’altra, finchè i lunghi filari risultavano tutti belli ordinati, quasi a sembrare dei ricami su di una tela antica.
Anche mia madre lo aiutava, raccogliendo i tralci lasciati a terra;  poi, al primo imbrunire, prima di rientrare in casa, si bruciavano con piccoli fuochi i tralci raccolti; dal cortile della mia casa, posta sopra una collina, potevo vedere tutti quei piccoli fuochi che, come riti ancestrali, bruciavano il vecchio per far spazio al nuovo che sarebbe arrivato!
In inverno anche i semi riposano sotto terra e, se arriva la neve, è molto utile perché  li protegge dal gelo; quando poi la neve si scioglie, bagna il terreno in profondità dando vigore alle piantine che cresceranno in primavera.
“Se il chicco di grano non cade in terra e non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” ( Gv 12,20-33).
Non è il solo insegnamento che Gesù trae dalla vita dei contadini.
Il Vangelo è pieno di parabole, immagini e spunti tratti dall’agricoltura che era a suo tempo (ed è ancora oggi per diversi popoli) la professione che occupa il maggior numero di persone. Egli parla del seminatore, del lavoro dei campi, della mietitura, di grano, vino, olio, del fico, della vigna, della vendemmia… (cit.)

Credo che la ricchezza dello sperimentare la vita contadina sia impagabile e che tutti dovrebbero poterla provare almeno una volta nella vita!
Avere cura della natura e dell’ambiente in cui viviamo vuol dire anche conoscerne e rispettarne i ritmi ed allo stesso tempo curiamo anche noi stessi.

La stagionalità degli alimenti è un argomento troppo spesso trascurato. 
La natura va ascoltata, osservata e rispettata; forzare i tempi delle colture e consumare prodotti fuori stagione significa pagare un prezzo più elevato in cambio spesso di minor sapore e soprattutto di minori nutrienti.
Ascoltiamo, dunque, il ritmo che ci viene suggerito dalla natura!

L’Inverno ha i suoi frutti con il massimo dei nutrienti per la stagione fredda.


Buon fine Inverno!
Antonella


mercoledì 22 giugno 2016

Torchiette con Zucchine, Bottarga e Mentuccia

Ricetta della Fabu (Fabiana), dolce ragazza sarda!
Deliziosa pasta con il  profumo della bella, 
aspra e selvaggia terra di Sardegna!

Semplice, veloce e gustosa!


Ingredienti  (da Agricoltura Biologica) per  4  persone:
  • 350-400  g  di Torchiette – pasta di semola di grano duro “Girolomoni”, oppure un altro formato di pasta corta
  • 400 g circa – 4 zucchine fresche di media grandezza
  • 1 scalogno  oppure un cipollotto piccolo fresco
  • 2-3 cucchiaini di Bottarga di Sardegna grattugiata
  • 3-4 foglioline di mentuccia o menta fresca
  • Prezzemolo q.b.
  • Olio extra vergine di oliva spremuto a freddo q.b.
  • Sale e Pepe nero q.b.


Preparazione:
  • Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e portate ad ebollizione.
  • In una padella capiente mettete poco  olio extra vergine d’oliva, unite lo scalogno o il cipollotto tagliato finemente e fate cuocere con fiamma bassa.
  • Pulite e lavate le zucchine, tagliatele a pezzetti ed unitele allo scalogno che nel  frattempo si sarà dorato;
  • aggiungete sale e pepe e fate cuocere a fiamma medio-bassa per 10 minuti circa;  
  • all’occorrenza aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.


Nel frattempo l’acqua avrà raggiunto il bollore: salatela e buttate la pasta 
(le nostre torchiette o un altro formato di pasta corta) e portatela a cottura al dente (6-7 minuti).


Lavate il prezzemolo e la mentuccia (o la menta), fatene un trito 
ed aggiungetelo alle zucchine a fine cottura.



Scolate la pasta e mettetela nella padella con le zucchine 


Unite due cucchiaini circa di Bottarga grattugiata, 
un filo d’olio extra vergine d’oliva ed amalgamate bene il tutto.


Impiattate le torchiette e rifinite spolverizzando con poca Bottarga.


Grazie alla Fabu che ci ha fatto conoscere un prodotto tipico della sua terra!
E …  Buon appetito!  Antonella

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giovedì 11 febbraio 2016

Le mani nella Terra!


Oggi a Treviso è un giorno di anticipata primavera. La pioggia dei giorni scorsi ha pulito l’aria e dissetato la terra.
La temperatura è fin troppo mite per la stagione, ed oggi il sole ti invita ad uscire, a farti baciare dai suoi raggi tiepidi, a respirare aria pura e a guardare le gemme delle piante che spingono per uscire. I miei pansè sono li belli colorati; sono fiori incredibili, sembrano fragili e leggeri, eppure resistono al freddo, anche alla brina ed alla neve se c’è!



Ci sono giorni come questi che non resisto alla tentazione di mettere le mani nella terra dei miei vasi, per pulire, smuovere, sistemare, in attesa di piantare i fiori. Ma oggi ho preparato la terra di due grandi vasi dove ho messo terriccio biologico ed ho provato a piantare aglio e scalogno.  All’inizio uso i guanti e poi non so come mi ritrovo con le mani nude nella terra, è per me un richiamo antico, che certo mi porta alle mie origini ed a quella consapevolezza del legame indissolubile che l’uomo ha con la terra.

Antonella